Territorio

Il territorio

Il territorio di Laino Borgo, posto lungo il confine meridionale della Lucania, nella conca montuosa che culmina ad ovest col Monte Rossino (m. 1.168) e Ciagola (m. 1.463) ad est col Pollino (m. 2.248), passa dai 1.264 metri del monte Gada ai 237 metri della parte inferiore del Lao, che col fiume Iannello rappresenta il principale sistema idrico del territorio e confina, a nord, con Lauria, Castelluccio Superiore e Castelluccio Inferiore e, ad est, con Viggianello e Rotonda, tutti comuni lucani, a sud, invece, con Laino Castello ed, infine, ad ovest, con Tortora ed Aieta.Laino Borgo conta anche varie grotte, alcune delle quali di interesse archeologico, storico e botanico: fra le più importanti ricordiamo, in località Malomo e Traversa «le grotte dei briganti», forre ampie e nascoste, ricettacoli di predoni e masnadieri e, poi, rifugio di carbonari e patrioti (dove – riferisce il mormammese Vincenzo Minervini – nel 1901, poco prima di essere catturato, anche il brigante Musolino si rifugiò per sei mesi mentre il fratello lavorava alla costruzione della rotabile Mormanno-Scalea), e in località Difesa la meravigliosa «grotta del Capelvenere», alla quale si accede per un sentiero impervio e suggestivo e le cui pareti si presentano tutte ricoperte di frange di capelvenere e, in fondo, dalle fenditure tufacee e muschiose, scaturisce una polla freschissima, mentre i riverbi della luce che entra dall’ingresso e da una fessura della volta creano degli effetti di inaudita bellezza e di incantevole armonia.Il territorio lainese è ricco di sorgenti e vene d’acqua, freschissime e potabili, che creano luoghi incantevoli e suggestivi.Le precipitazioni hanno una frequenza annua di 80 giorni piovosi con una media di dieci giorni mensili da novembre ad aprile e un’altezza di circa 1200 mm. con punte minime in novembre e dicembre (da 180 a 230 mm.).La temperatura media è per 80 giorni da 1 a 10 gradi, per 165 giorni da 10 a 20 gradi e per 10 giorni oltre i 30 gradi. Il clima, mentre nelle zone rurali è sempre buono e salubre, nell’abitato di Laino Borgo, essendo questo affossato e circondato da due corsi di acqua, Lao e Iannello, è mite e fresco d’estate, ma d’inverno è umido con forti gelate e fitte nebbie.Il territorio di Laino presenta una struttura geologica del mesozoico (120 milioni di anni) e neozoico (600 mila anni). Si tratta di terreni in cui si rinvengono importanti e rari esemplari fossili di flora e soprattutto di fauna gigante di specie del tutto scomparse.Prima di queste ere la zona tutta era sommersa dalle acque del mare, dalle quali, in seguito, emerse la dorsale appenninica con le sue maggiori vette, ivi compreso il massiccio del Pollino donde trassero origine i principali corsi d’acqua.Il vallo di Laino con la più ampia valle del Mercure, che costituisce la parte nord della valle dal Lao, risale al primo periodo del Quaternario, ossia al Pleistocene, ed è di origine lacustre. Il fiume, per i movimenti orogenici o per accumulo di materiali a causa dello sbarramento della valle, dovette formare un lago, poi prosciugatosi a seguito di fenomeni tellurici o dei depositi che lentamente ne sollevarono il fondo, dando così libero corso al deflusso delle acque.Questa zona della Calabria registrò per prima la presenza dell’uomo e fu quindi abitata di continuo fin dalle origini. Fossili umani, armi e oggetti vari del Paleolitico (160.000-40.000 anni fa) rinvenuti nelle grotte della zona hanno provato che in Calabria, con la fase Mousteriana, si ebbe la presenza del tipo umano, detto uomo di Neanderthal. Questo antenato, dedito alla caccia, alla pastorizia e all’agricoltura, viveva in comunità, anche se non numerose. Nella località Prato di Laino Borgo, nei pressi della centrale del Mercure, nel 1894 furono fatti importanti rinvenimenti di parecchie ossa fossili riferibili all’Elephas Anticuus Falc. e all’Hippofitamus Anphibius Lacustris, animali della quarta glaciazione di Murm (anni 120-20 mila a C.). Poco distante (circa 1 Km.), nel marzo 1952, in occasione di rilievi topografici, il geom. Nino Ricca da Laino Borgo ha rinvenuto, in località S. Liguori di Laino Castello, alla profondità di circa un metro, grandi ossa di elefante fossile, per suo interessamento inviati al prof. Ardito Derio, direttore dell’Istituto di Geologia e Paleontologia e titolare della cattedra dell’Università di Milano, che, assieme al prof. Agostino Giannotti ritenne resti di teschio dell’Elephas Antiquus.Successivamente la zona del rinvenimento è stata oggetto di studi e di altri scavi anche da parte del prof. Geremia D’Erasmo, dell’Università di Napoli e il 23 agosto 1954 fu visitata dai professori Lazzari e Moncharmont dello stesso Ateneo.

 

Ultima modifica ilDomenica, 23 Ottobre 2016 12:57

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