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Pagina 1 di 13  Le chiese e le cappelle scritto tratto da G. Caterini, Laino, antichissima comunità calabrese, Cosenza, 1977 * Chiesa Matrice del S. Spirito (in catasto al fog. 48 partt.lla H). Di origine medioevale, rifatta in età barocca (XVII sec.) a croce greca, con facciata a cuspide, cupola su base ottagonale, torre campanaria medioevale ottagonale cuspidata, interno seicentesco barocco con altare maggiore di marmi pure barocco, acquasantiera marmorea (1784), coro con stalli in noce intagliato (opera di ortieri del ’700), la sua costruzione venne iniziata da Tommaso Sanseverino nel 1350, quando Laino era sotto la signoria della sua potentissima famiglia e il rito andava sostituendosi a quello greco.Laino Borgo e Castello ebbero clero unico sino al 1634 e la parrocchia del S. Spirito del Borgo era collegata con l’arcipretura di S. Teodoro del Castello; solo dopo di quell’anno vennero stabilite solennità separate.Dalla Platea Clerale del 1591 si è rilevato che all’epoca nella chiesa, oltre all’altare maggiore della Confraternita del SS. Corpo di Cristo, vi erano ben altri diciotto altari: S. Giovanni Evangelista (eretto nel 1453 da Antonio Cerbino e rinnovato nel 1602 con giuspatronato da Antonio Cerbino junior), Santi Apostoli Pietro e Paolo (eretto nel 1491 con giuspatronato da D. Nicola Dulcetto), S. Maria dei Martiri o del Crocefisso (eretto nel 1518 dall’U.I.D.[1] Baldo de Rica, nel 1681 fu rinnovato con l’immagine del Crocifisso dall’U.I.D. Pietro Ricca), S. Giovanni Battista (nel 1552 della famiglia Cosentino dei Marchesi di Aieta poi trasferito al Clero), S. Maria degli Angeli (eretto nel 1552 da Mastro Giovanni Lucchino, e già verso la metà del 1600 trasferito al Clero), Santa Maria delle Grazie o Beata Vergine (eretto nel 1553 da Giovanni Giacomo de Russo e nel 1701 dal rev. Giuseppe Lombardo dedicato alla Beata Vergine), San Paolo (eretto nel 1557 da Paolo de Leo), Sant’Andrea (eretto nel 1568 dal rev. Giovanni Decollato o De Cuzca o della Concezione (eretto nel 1573 da Ottaviano Ravaschieri, abate del convento di S. Benedetto di Salerno e commendario della grancia diruta di San Giovanni de Cucza detta S. Ianni), Trinità (eretto nel 1580 della Confraternita SS. Corpo di Cristo), Santa Caterina Martire (eretto nel 1583 da Lucio Navarro fratello del Beato Pietro Paolo Navarro), S. Onofrio (eretto nel 1583 dal notaio Massimo Longo, nel 1614 passò alla famiglia di Giovanni Paolo Gallichio U.I.D.), S. Maria di Monte Carmelo (eretto nel 1601 dal magistrato Giovanni Maria de Consulo, nel 1627 venne aggiunta al giuspatronato la famiglia di Francesco Antonio Rindello U.I.D.), S. Maria di Costantinopoli (nel 1609 eretto dalla suora Isabella Longo, nel 1687 fu trasferito al clero), San Nicola (eretto nel 1613 da Scipione de Consulo ), S. Antonio (eretto nel 1644 con giuspatronato da Carlo Rindello U.I.D.), S. Gaetano (eretto nel 1680 dal rev. Giulio de Simone); nonché l’oratorio separato di S. Sebastiano (eretto nel 1687 dal rev. D. Nicola Cerbino alla sinistra dell’altare maggiore). L’originaria disposizione è andata distrutta dal terremoto nella notte del 26 gennaio 1708.La ricostruzione, iniziata nel 1739, durò sino al 1757, anche se i lavori di completamento si protrassero sino al 1793 e dal luglio al Natale 1826 l’arciprete D. Giuseppe Donato curò la costruzione della cupola, affrescata dal pittore mormannese Francesco Bloise. Attualmente nell’abside vi è il quadro della «Madonna col Bambino in gloria fra i santi Francesco d’Assisi e Onofrio», dipinto ad olio su tela del secolo XVII (cm. 250x180), con cornice datata 1644, pala dell’altare maggiore, attribuita dalla prof.ssa Di Dario Guida al maestro fiorentino Giovanni Balducci. Nella pittura, che riproduce nel paesaggio di fondo l’ arroccato e medievale abitato di Laino Castello, è chiaro lo stile composto e devoto tipico dell’artista toscano che si riscontra in tutta la sua ricca produzione. La tela, che come tutte le altre esistenti nella chiesa provengono dal distrutto Convento Domenicano, sapientemente restaurata dal Gallo, della Soprintendenza di Cosenza, nel 1975, è stata esposta alla Mostra Regionale di Ritrovamenti e Restauri Calabresi (aprile - luglio 1976).Nella navata sinistra entrando vi sono, i cappelloni del Fonte Battesimale (con affreschi raffigurati la Nascita di Giovanbattista nell’interno e il Battesimo di Gesù sovrastante il cancelletto d’ingresso) , di S. Anna (con grande tela del ’700 di Madonna con S. Rita e quadro di S. Anna), di S. Michele (tela del 1700) e S. Gaetano (tela del 1700), nel transetto l’altare del Crocifisso (con grande quadro del 1700) e in nicchie statue di S. Giuseppe, Madonna della Libera e una Pietà. A sinistra dell’altare maggiore, con entrata dal transetto vi è la cappella (prima oratorio di S. Sebastiano), del Beato Pietro Paolo Navarro con la statua in legno (1873) sovrastante l’altare e in nicchie le statue dei santi Teresa, Rita e Lucia.Nella navata di destra si trovano i cappellani di S. Francesco (con statua. Il quadro – per la cui testa di un serafino, dal pittore, era stata presa a modella una bellissima lainese – è stato trasferito in S. Maria la Greca), S. Lucia ( con grande tela della Maternità, di scuola napoletana) e SS. Pietro e Paolo (al posto del quadro vi è la statua di S. Pietro). Nel transetto vi è l’altare dell’Immacolata (con la statua – al posto dello scomparso quadro, pagato, nel 1658, ventidue carlini – 20 per la tela e 2 per la cornice – che è stata realizzata dal maestro Domenico di legno), e in delle nicchie sono collegate le statue della Madonna del Monte e del Cuore di Gesù, sovrastante la porta maggiore della sacrestia c’è un crocifisso ligneo.A destra della chiesa c’è la Cappella della Confraternita del SS. Sacramento (il cui statuto ebbe la regia approvazione il 22 aprile 1796), ora adibita a sala parrocchiale. In essa vi era l’altare con l’oratorio, un tronetto con tre sedie riservate al priore e agli assistenti e una statua del Cristo morto. La Confraternita aveva una rendita annua di tomoli trentacinque di grano o misura alla colma. Nella sacrestia c’è la Madonna del Rosario, un dipinto su tavola eseguito, nel 1576, un grande crocifisso ligneo eseguito a Laino nel 1653 e la tela (180x130) del Beato Pietro Paolo Navarro dipinta nel 1873 dal pittore napoletano Giuseppe De Vita. Infine, nell’atrio, in delle nicchie vi sono le statue di S. Antonio, a sinistra, e della Madonna del Carmine, a destra.Nel 1690 il Clero della Chiesa matrice del S. Spirito, composto di 37 preti (di cui 6 U.I.D., uno dei quali era Giacinto Maradea, poi vescovo di Policastro), un diacono , 3 suddiaconi e 15 chierici, celebrava 4650 messe all’anno.La chiesa, l’ultima volta, è stata pitturata e affrescata nel 1950 dal pittore Riccardo Turrà di Castrovillari.
[1] Utriusque Iuris Doctor: dottore di entrambi i diritti, civile e canonico.
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